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OpenKnitQuotidianamente vengono messi in risalto progetti, idee, realizzazioni, talvolta ai limiti dell'incredibile attingendo dall'universo di Internet.

 Non sapremmo dire con esattezza se questo fenomeno si sia sviluppato solo ora o se questa creatività sia sempre esistita.
La voglia di fare, di costruire, di capire, di realizzare è un meccanismo mosso dalla molla della curiosità, e della necessità, che spinge a sviluppare idee per poi migliorare le nostre condizioni.
Non sarà sicuramente Internet ad aver inventato questo fenomeno, ma senza dubbio ha amplificato, moltiplicando le possibilità. Realizzando un cloud planetario di cervelli.
Se io ho una moneta, tu hai una moneta e ce le scambiamo, ciascuno ha una moneta. Se io ho un'idea, tu hai un'idea e ce le scambiamo, ciascuno ha due idee.
Insomma la possibilità di scambiare informazioni, di confrontarsi, di copiare e migliorare, di osservare e capire ha ampliato enormemente le possibilità di sviluppo.
Non è più quindi necessario mettere in contatto, per questioni professionali, o semplicemente per hobby un gruppo di persone, di ampliare il numero di individui, di creare l'occasione. Internet, senza sforzo fa tutto questo.
Le idee si affollano nella rete, ribollendo e dando luogo come nel brodo primordiale, dapprima ad alcune sparuta cellule, e poi pian piano ad interi e più complessi organismi.
Così dalle prime interazioni, basate sui documenti, sui contenuti e poi sul software, la rete ha cominciato a sfornare idee, proposte, concetti.
Dall'e-mail, indirizzata ad una cerchia ristretta si è passati ai newsgroup, dove interessi comuni potevano convergere, di lì in poi una serie di iniziative. Idee, proposte, sono andate via, via sviluppandosi prendendo forma anche nel mondo degli atomi, per dirla come "dall'atomo al bit".
Arduino, stampanti 3D, CNC, FabLab e le repository da semplici "contenitore" di software sono divenute biblioteche di veri e propri progetti, con schemi, disegni ed indicazioni.
Si sono sviluppate quindi strutture crowdfunding, evoluzione del venture capital ovvero di meccanismi di finanziamento che trasformino le idee in prodotti che poi raggiungano il mercato.
Impossibile fare un elenco, difficile individuare il progetto più particolare, più azzardato o complesso.
Via, via parliamo di questi progetti, talvolta raccontiamo per esteso la genesi, mentre altre volte ci limitiamo a brevi e sommarie indicazioni.


Oggi vorremmo segnalare l'iniziativa di Mar Canet e da Varvara Guljajeva che hanno realizzato il progetto openKint  ovvero un telaio da maglieria, anche se in molti continuano a battezzare l'iniziativa come stampante per vestiti.
Il progetto trae la sua forza dal software che è in grado di sviluppare un'idea in un capo di abbigliamento. Trasformando quindi il progetto in comandi da inviare alla macchina. Esempi di maglieria
Realizzata la meccanica, relativamente semplice ed economica, si può partire nella realizzazione di indumenti che è poi possibile esporre nella passerella virtuale di Takahiro Yamaguchi.
Un progetto ancora molto giovane (è stato presentato in febbraio, sfrutta la nuovissima scheda Arduino-Leonardo) per poter valutare appieno i risultati finali ottenuti. Tuttavia le potenzialità tuttavia sono enormi.
Come accennato in precedenza, i progetti le idee e le proposte vengono da ogni fronte, da ogni settore e così allontanandoci molto dalla moda, dall'abbigliamento, dei software ed all'elettronica, ma condividendo solo la componente meccanica, sebbene in questo caso non si tratti propriamente di meccanica di precisione, vorremmo segnalare il progetto di Marcin Jakubowski che  ha entusiasmato la platea di TED.


TrattoreJakubowski è un agricoltore, e alla guida di un gruppo di persone ha deciso di realizzare una cinquantina di macchinari, open source, per l'agricoltura.
Con lo slogan "anche tua nonna deve essere in grado di farsi un trattore nel garage" questo gruppo di agricoltori si è presentato al pubblico di Ted e alla rete.
Seguendo le istruzioni pubblicate sulla Wiki del sito è possibile realizzare le macchine progettate dal gruppo. Progetti in continua evoluzione. Trattore 1
L'idea tuttavia non è semplicemente legata alla pura attività meccanico-costruttiva, ma è un progetto filosofico che vorrebbe portare alla realizzazione di villaggi auto sostenibili.
Un'idea per taluni comunista, per altri un'utopia anni 70, per altri ancora una riflessione ecologista concreta sugli attuali modelli produttivi.