Adriano MarinUna tecnologia italiana potrebbe risolvere i problemi di grave inquinamento delle acque. Trasformando l'acqua fortemente contaminata di Fukushima in potabile.

L'ingegner Adriano Marin ha messo a punto una tecnologia, un processo denominato Wonderful Water il cui acronimo WoW è assai azzeccato visto i risultati che promette.
Secondo quanto riportato nel sito ufficiale questa tecnologia avrebbe un approccio completamente differente alla purificazione delle acque rispetto a qualsiasi sistema.
Infatti sembra che questa tecnologia sia senza impiego di filtri o altre metodiche di separazione degli inquinanti come attualmente in uso e che sia in grado di riportare l'acqua alle sue condizioni originali di purezza.
La scoperta avvenuta quasi per caso mentre Marin era al lavoro per cercare di realizzare un dispositivo in grado di depurare l'acqua nei paesi in via di sviluppo, si è rivelata invatti molto più di quanto l'obbiettivo iniziale si prefiggeva.
Dopo due anni per cercare di capire le dinamiche che avevano portato a quel risultato così incredibile e dopo un lavoro di affinamento della tecnologia, l'annuncio.
Un annuncio accolto con con una certa freddezza e con schiere di scettici che guardavano con diffidenza alle capacità quasi miracolose di trasformare acqua di qualsiasi tipo in potabile.
L'ingegnere tuttavia non si è lasciato demoralizzare e ha continuato il suo lavoro di ricerca e di studio con la collaborazione dell'Università di Pavia e i laboratori ARPAV.
È di qualche giorno fa l'annuncio che è partita l'ultima fase della sperimentazione di un prototipo costruito a Saluggia per il trattamento delle scorie nucleari qui stoccate.
Il dispositivo in funzione da fine settembre continuerà il suo lavoro fino agli inizi di dicembre, depurando circa 45 tonnellate di liquido radioattivo consentendo in tal modo di liberare gran parte dell'acqua dall'area di stoccaggio lasciando un residuo di qualche decina di litri di materiale di inquinato.

I risultati sono promettenti e sembrano dar pienamente ragione al suo inventore.
Se il progetto dovesse concludere positivamente la fase di sperimentazione, questa tecnologia diverrebbe di estremo interesse per molte di quelle aree del pianeta in cui l'acqua è stata gravemente contaminata. Primi fra tutti le zone immediatamente a ridosso dell'impianto di Fukushima in Giappone.
Quanto alle metodiche e tecnologie sul funzionamento poche e vaghe informazioni sono trapelate, alimentando i dubbi degli scettici.
Il sistema sembra si basi sull'evaporazione e su un metodo per controllare l'effetto di "trascinamento" del vapore, che in tal modo porta con se anche altre sostanze indesiderate.
A detta dell'inventore sarebbero stati presi in considerazione una serie di parametri finora ignorati e che consentirebbero di riuscire ad estrarre soltanto le molecole dell'acqua.
La tecnologia intorno a questo dispositivo è protetta da un brevetto internazionale. Bisognerà vedere i risultati a fine sperimentazione ed attendere che qualche finanziatore sia disposto ad investire sull'idea perché tale tecnologia possa passare dalla fase prototipale alla commercializzazione.