ScatoloneUna corsa, quella ai megabyte, iniziata qualche decennio fa con l'inizio dell'informatica. Un'evoluzione che moltiplica di 10 in 10 i fattori di crescita.

Se all'epoca dei primi computer, Apple I o i più commerciali Sinclair ZX80 (aveva appena 1 Kb) o Commodore VIC 20 sembrava fantascienza parlare di poche decine di kilobyte, già nel pieno boom informatico innescato da questi prodotti, sul finire degli anni 80 si cominciava a parlare in termini di "mega".
Pian, piano si abbandonò il kilobyte in favore del megabyte.
I dischi da pochi megabyte passarono rapidamente ad alcune decine di megabyte, per poi con annunci alcune volte trionfanti, superare una soglia dietro l'altra e di 10 in 10 salire su fino al gigabyte.
Sembrava, il giga, una soglia lontana e irraggiungibile ma nel giro di qualche anno venne raggiunta e così di nuovo incrementando prima le decine, poi le centinaia si è arrivati al terabyte.
Un taglio non certo standard nelle forniture dei normali di computer domestici, ma ormai misura abbastanza consona ai più.
Se fino a qualche tempo fa il terabyte sembrava un'esagerazione, una capacità davvero spropositata per contenere dati, oggi c'è chi, al momento una minoranza, comincia a ragionare in termini di petabyte (PB o piu' correttamente PiB).
1 milione di miliardi di byte o meglio 1000 TiB ovvero 1000 dischi da 1 TiB che oggi sono comunemente reperibili nei negozi di computer.
Non pensiate che i PiB siano valori così distanti dal mondo reale, basti pensare a quanto già accaduto, o semplicemente al fatto che fino a qualche anno fa, pochi peraltro, i dischi da 1 TiB erano una cosa abbastanza rara ed oggi vengono persino commercializzati dischi da 6 TiB.
In un mondo digitale in continua crescita, con informazioni registrate tutte in questo formato, è facile raggiungere rapidamente nuovi e più ampie capacità. Certamente il valore di cui stiamo parlando ha ancora un fattore di moltiplicazione troppo grande per gli attuali standard di crescita individuali.
In un disco, o meglio in un sistema di archiviazione di queste capacità potrebbero essere immagazzinati 13 anni di video in alta definizione, oppure quasi tutte le foto attualmente pubblicate su Facebook, che secondo stime ammontano a circa due petabyte.

Per archiviare l'intero scibile umano inteso come scritti, libri e pubblicazioni in tutte le lingue, si calcola che servono circa 50 petabyte.
Il colosso delle motori di ricerca Google movimenta circa 24 petabyte dei dati al giorno mentre la maggiore compagnia telefonica statunitense la AT&T riesce a movimentare circa 6 petabyte di dati in più di Google sulle proprie reti di telecomunicazioni.
Le grandi ricerche scientifiche, big science, produce enormi quantità di dati che solo con queste unità di misura possono essere valutati.
Si stima che gli esperimenti dell’LHC per la ricerca bosone di Higgs abbiano prodotto qualcosa come 200 milioni di petabyte.
Moli così grandi di dati, nell'ordine di petabyte, vengono generate dai moderni videogiochi come World of Warcraft o nel campo cinematografico da film come Avatar.
Valori in crescita, sono quelli del file sharing e del cloud. Si pensi ad esempio che il servizio Megaupload conteneva circa 28 petabyte di dati degli utenti al momento della sua chiusura fra fine 2011 e inizi 2012.
Mentre il colosso informatico Microsoft per migrare il servizio di posta Hotmail verso Outlook.com ha visto un traffico di oltre 150 petabyte. Un lavoro che ha richiesto circa un mese mezzo per essere portato a compimento.
Insomma un'evoluzione continua, un incremento costante verso livelli e valori sempre più grandi
E noi esseri umani come ci attestiamo rispetto a tutto questo?
Non male al momento! Sembra infatti, secondo alcune stime, che il nostro cervello si è in grado di gestire 2,5 petabyte di dati.