PescaLo sfruttamento delle risorse naturali sta portando a notevoli sconvolgimenti degli ecosistemi planetari in particolar modo degli ecosistemi oceanici.

L'incremento della popolazione al livello planetario, ed una non sempre corretta pianificazione dello sfruttamento delle risorse sta creando vari problemi a livello planetario ai differemti ecosistemi del pianeta.
Gli ecosistemi oceanici sono fra quelli più colpiti non solo in quanto ricettacolo di ogni tipo di inquinante e scoria ma anche per uno sfruttamento esagerato delle risorse marine.
Ambienti sovrasfruttati, si stima che oltre il 90% dei luoghi di pesca sono ampiamente sfruttati o sovrasfruttati, questo quanto emerge da un rapporto della Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite.
Uno sfruttamento intensivo portato avanti da flotte di pescherecci, che ben lontani dall'immagine delle pittoresche navi che combattono contro l'insidia degli elementi procacciano il sudato sostentamento all'equipaggio e alle loro famiglie. Questa flotta opera in alto mare lontano dalla linea dell'orizzonte e dalla vista.
Grandi navi più vicine a vere e proprie aziende galleggianti, cercano i banchi di pesce con moderne e sofisticate tecnologie, riuscendo a catturare quantitativi impressionanti di pescato che immediatamente viene lavorato e preparato per essere pronto per il banchi dei supermercati in tutto il mondo.
Metodologie così sistematiche e precise, combinate con le grandi dimensioni del fenomeno e delle navi, stanno lasciando poco scampo alle varie risorse ittiche, riducendo ed impoverendo enormemente l'intero ecosistema.
Non riuscendo più a soddisfare le aspettative del mercato, queste flotte spingono la propria ricerca verso nuove specie, finora rimaste immuni dalla caccia o spingono le proprie ricerche e le proprie reti su fondali sempre più bassi sempre più bassi negli abissi oceanici.
Global Fishing Watch è una piattaforma tecnologica che grazie all'ausilio di satelliti cerca di informare il pubblico sulla sovrasfruttamento delle attività di pesca e rendere questa attività più trasparente a livello globale.
Il progetto nato da una collaborazione tecnologica fra SkyTruth e Google che cerca di mostrare e tracciare tutte le attività di pesca a livello globale grazie ad uno strumento Web interattivo, attualmente in fase di prototipo, per consentire a chiunque di visualizzare la flotta di pesca nei suoi spostamenti spaziali e temporali sull'intero pianeta.
Un progetto che nelle sue intenzioni si rivela di grande respiro come gran parte delle iniziative del colosso della grande G.

Un sistema di monitoraggio per tenere sotto controllo una attività che talvolta scivola fra le righe delle regole disperdendosi nella vastità degli oceani.
Un meccanismo di sorveglianza che dovrebbe cercare di fornire maggiore consapevolezza al cittadino-consumatore, ma fornire anche rapporti pluriennali sulle attività di pesca per ricercatori e studiosi.
Lo strumento si basa sul sistema di identificazione automatica (AIS) che grazie ai satelliti è in grado di identificare e monitorare gli spostamenti delle singole navi oltre che fornire indicazioni sull'attività: "pesca" o "non pesca".
Il sistema è partito con una base dati di 3,7 miliardi di punti qualcosa quantificabile in più di 1TB di informazioni raccolte in due anni dai satelliti e copre i movimenti di 111 mila 374 navi nel corso del biennio 2012-2013.
La versione demo del sistema di monitoraggio contiene circa 300 milioni di punti AIS di circa 25.000 imbarcazioni uniche.
Questa iniziale mappa delle attività di pesca si riferisce a 35 milioni di rilevazioni da 3125 navi che controllati e verificati sono risultati essere tutti pescherecci.
Il progetto raccoglie informazioni dettagliate sulle ore di attività trascorse a pesca, sul tipo di nave impiegata e il comportamento durante le attività di pesca ponendo poi tutte queste informazioni su di una mappa esplorabile mediante un browser.