Riparazione ISS"Spazio, ultima frontiera……" Così iniziavano le avventure delle avventure dell'equipaggio di Star Trek. Ma cos'è esattamente lo spazio?

La recente missione della nostra concittadina Samantha Cristoforetti ha di nuovo portato l'attenzione su "là dove nessun uomo è mai giunto prima".
Ma come definire esattamente "spazio"?
Riflettendoci con attenzione nessuno è in grado di dare un'indicazione precisa ed univoca.
C'è chi si rifà all'eroica e indimenticabile avventura di Yuri Gagarin definendo quindi il suo volo orbitale, la prima vera uscita nello spazio e quindi attribuendo ai valori di quell'orbita la definizione di spazio.
Le varie persone che si sono poi susseguite sulla MIR prima e sulla ISS sono da considerarsi degli astronauti o cosmonauti (a seconda del "blocco" da cui si guarda) che sono nello spazio?
Domande che sono passate probabilmente nella mente di molti ma che solo il giornalista e divulgatore Greg Klerkx ha deciso di indagare e cercare di dare una risposta.
La prima cosa evidente che salta immediatamente all'occhio è che non vi è una definizione univoca e condivisa anche sul piano scientifico che possa descrivere dove finisca la terra ed inizi lo spazio.
Non esistono neppure definizioni arbitrarie, convenzioni che possano in qualche modo stabilire questo confine.
In fondo l'avventura spaziale, il tentativo dell'uomo di uscire dal suo piccolo pianeta è solo storia molto, molto recente.
Una delle definizioni maggiormente in uso, è quella che interpreta come "spazio" quell'area, quelle zone intorno al pianeta laddove l'atmosfera terrestre raggiunge livelli così rarefatti da considerarsi praticamente inesistente per la percezione che abbiamo di atmosfera. Parametri che si attestano intorno agli 800 km sopra le nostre teste. Pertanto il volo di Gagarin o le avventure spaziali della Cristoforetti, Luca Parmitano, Paolo Nespoli, Roberto Vittori, Umberto Guidoni, Umberto Guidoni, Maurizio Cheli, Franco Malerba, solo per citare gli italiani sarebbero tutte avventure, fantastiche, svolte al di sotto di questa quota.
Tutti gli astronauti tranne negli ultimi due hanno dimorato nella stazione spaziale internazionale che orbita intorno ai 400 km dalla superficie terrestre. Per gli altri il viaggio e la permanenza si è svolto sulla navetta spaziale le cui orbite, se non erriamo, non differiscono di molto da questi valori.
Secondo altre definizioni più estreme bisognerebbe prendere in considerazione la forza di attrazione del pianeta terra per definire lo spazio. Un valore che in questo caso dilata enormemente i confini fino a portarli molto lontano nel sistema solare, ad qualche decina di milioni di kilometri dalla nostra piccola "paletta blu".
Il giornalista fa presente che secondo la federazione astronautica internazionale il limite dello spazio, il confine, è stabilito a 100 km dalla superficie, dove le condizioni atmosferiche sono così rarefatte da rendere trascurabile qualsiasi effetto sugli aerei convenzionali.

Tuttavia durante la guerra fredda gli americani definirono questo limite ad 80 km fascendoci volare l'"ibrido" X-15 , un aereo a metà fra velivolo razzo.
L'involucro che protegge la terra, quella che comunemente definiamo atmosfera, è costituita da cinque strati e man mano che ci si allontana dalla superficie le caratteristiche dello strato, vanno di pari passo divergendo dal concetto comune che abbiamo di atmosfera.
Tuttavia ogni strato svolge un ruolo importante ai fini del mantenimento delle condizioni favorevoli alla vita sul pianeta.
Volendo quindi limitarci ad una definizione di spazio che preveda nel computo gli strati dell'atmosfera dovremmo arrivare intorno ai 10.000 km dalla superficie. Infatti l'esosfera sebbene sia lo strato più esterno, più grande e lontano da noi ha moltissime caratteristiche in comune con gli strati più interni più densi dell'atmosfera.
Problemi tecnologici hanno tuttavia portato ad una soluzione compromissoria che colloca in modo non sempre chiaro e netto, lo "spazio" nella termosfera.
Così le varie stazioni spaziali dallo Skylab, passando per la MIR fino alla  ISS, satelliti e Shuttle hanno transitano e transitano in quest'area.
Una zona difficile, un'area che non è spazio "pieno" ma che tuttavia consente di avere condizioni di microgravità oltre ad offrire la possibilità di osservare la curvatura terrestre oltre, in particolari condizioni, poter godere della vista della profondità dello spazio cosmico.
Una finestra di grande suggestione ma anche di enorme importanza scientifica per comprendere il mondo e mettere a punto nuove tecnologie.
Tuttavia il concetto di spazio in questo contesto è un po' traballante essendo un un'area dove seppur in atmosfera rarefatta, rientriamo abbondantemente nella definizione accettata e studiata anche nelle scuole di atmosfera.
Alla luce di questo ragionamento e tenedo conto del numero di persone coinvolte rispetto alla massa totale degli abitanti del pianeta di ora e del passato, nei vari millenni di esistenza umana poco più di 500 persone hanno superato gli strati bassi dell'atmosfera, tentando di esplorare l'univerlo la fuori, e di questi un numero ancora più esiguo potrebbe rivendicare il diritto di essere andati "davvero" nello spazio.
Sono i 24 membri delle varie missioni spaziali, a cui andrebbero aggiunti, un numero ancora incerto, di sfortunati cosmonauti che ancor più potrebbero fregiarsi del titolo di viaggiatori spaziali essendi finiti alla deriva nelle profondità del cosmo. Un'avventura, quella lunare, iniziata sul finire degli anni 60 fino e conclusasi a metà degli anni 70 che ha portato uomini americani ad uscire per la prima e unica volta, al momento, dall'orbita terrestre per entrare nell'orbita lunare e ha consentito ad alcuni di questi di lasciare le proprie impronte sulla superficie del nostro satellite.
L'avventura spaziale è solo agli inizi e molte nuove pagine sono da aggiungere. Nuove definizioni, vocaboli e conoscenze si vanno di anno in anno ad assomare al bagaglio culturale del genere umano.