Bacio V-J Day in Times SquareSpesso le immagini emblema di un periodo, di un momento, di un evento, sono scatti casuali che colgono l'istante irripetibile e celano piccoli grandi misteri.

Quando Steve McCurry a metà degli anni 80 in un campo profughi in medio oriente scattò la sua più celebre e famosa foto, non conosceva l'identità della splendida fiera ragazza.
Analoga sorte è capitata ad altri suoi colleghi prima e dopo di lui, che grazie a quell'attimo colto in modo fugace hanno coronato la carriera e creato un'icona di quel periodo, di quell'evento.
È il caso del celebre V-J Day (Victory over Japan Day) in Times Square scatto fatto da Alfred Eisenstaedt che è divenuta l'icona immortale della fine della seconda guerra mondiale.
È il 15 agosto del 1945 quando nella piazza affollata per i festeggiamenti della vittoria contro i giapponesi e la conseguente fine della seconda guerra mondiale, Alfred Eisenstaedt, sta facendo alcune foto.
Nella folla scorge una macchia bianca, la candida divisa di un'infermiera, in contrasto con l'uniforme scura di un militare che l'abbraccia baciandola.
Uno scatto, poi la coppia ignara della foto si separa i due sconosciuti riprendono le loro vite.
Cosi Eisenstaedt ricorda i fatti. "I was walking through the crowds on V-J Day, looking for pictures. I noticed a sailor coming my way. He was grabbing every female he could find and kissing them all — young girls and old ladies alike. Then I noticed the nurse, standing in that enormous crowd. I focused on her, and just as I'd hoped, the sailor came along, grabbed the nurse, and bent down to kiss her. Now if this girl hadn't been a nurse, if she'd been dressed dark clothes, I wouldn't have had a picture. The contrast between her white dress and the sailor's dark uniform gives the photograph its extra impact."
Stavo camminando tra la folla su VJ Day, alla ricerca di immagini. Ho notato un marinaio venire dalla mia parte. Afferrava ogni donna e la baciava - giovani ragazze e signore anziane. Poi ho notato l'infermiera, in piedi in quella folla enorme. Mi sono concentrato su di lei, e proprio come avevo sperato, il marinaio arrivato li, afferrò l'infermiera, e si chinò a baciarla. Se questa ragazza non fosse stata un infermiere, se fosse stata vestita con abiti scuri, non avrei avuto l'inquadratura.
Il contrasto tra il suo abito bianco e scuro e uniforme del marinaio dà alla fotografia quel suo impatto supplementare.
Per quasi trent'anni l'identità della coppia più famosa al mondo e protagonisti di quest'icona del 20º secolo è rimasta sconosciuta.
La foto pulicata all'epoca dalla rivista Life ebbe subito un grande successo ma nessuno si pose troppe domande.

Gli editori nel 1980 decisero di chiesero pubblicamente ai due soggetti di farsi avanti. Ricevettero così 11 marinai e tre infermiere.
Edith Shain scrisse al fotografo rivelando di essere lei la giovane infermiera della celebre fotografia. L’identificazione della donna in bianco tutavia
al momento più sicura è quella di Greta Friedman, igienista dentale.Glenn Edward McDuffie - Edith Shain
La Shain è morta all'età di 91 anni nel 2010 dopo essersi prestata a diversi scatti commemorativi e come ospite d'onore in varie manifestazioni.
L'identità del marinaio tuttavia rimase nascosta ancora per alcuni anni fino al 2005 quando certo George Mendonça di Newport intenta una causa contro la Time inc. (l’editore della rivista Life) per aver usato la sua foto senza il suo permesso.
Ma solo nel 2007 arriva una perizia di un tecnico forense, dopo aver misurato i tratti fisici anionici del soggetto della celebre foto, attribuisce un'identità al giovane marinaio.
Si tratterebbe di Glenn Edward McDuffie, che allora diciassettenne,  apprese mentre stava andando dalla fidanzata, della resa del Giappone e della fine della guerra.
Così in preda all'euforia e all'aria di festa che si respirava per strada, dopo aver incrociato lo sguardo dell'infermiera, si sorrisero e si baciarono. Poi ognuno continuò per la sua strada.
Il 15 marzo del 2014 anche l'ultimo protagonista di questa incredibile storia è scomparso all'età di 86 anni.
Non avremo mai l'estrema certezza di chi fossero davvero i protagonisti di quella foto divenuta il simbolo della fine della guerra, della gioia provata, ed icona di un secolo che voleva voltar pagina.
Mostre, libri, stature, selfie ad alto tasso di Photoshop e rivisitazioni varie, una su tutte la versione lesbo nell'intro di Watchmen, continuano a far far rifermento al celebre scatto di Eisenstaedt.