SopravvissutoNel settembre del 1944 venne costituita una speciale squadra guidata dal colonnello Paul Tibbets, il cui compito, delicato, rimase segreto fino a due giorni prima della missione.

A questa particolare azione venne adattato un velivolo B-29, nella base militare di Wendover nello Utah, così che fosse in grado di trasportare il nuovo e pesante ordigno che si stava preparando. Ben 4 tonnelate.
Il colonnello Tibbets, esperto pilota di B-29 fu tra i primi ad arrivare alla base operativa, dopo mesi di addestramento, nel luglio del 45.
L'isola di Tinian fu scelta come base operativa per il decollo e le operazioni di lancio delle prime due bombe atomiche, operazione chiamata in codice Pumpkin.


Il 2 agosto fu dato l'ordine, specificando la data e i possibili obiettivi. Hiroshima, Kokura o Nagasaki. Tra le possibili obiettivi che sarebbero stati definiti solo all'ultimo momento in base alle condizioni meteo.
Il 5 agosto le previsioni erano favorevoli a consentire il decollo degli aerei alla mezzanotte di quello stesso giorno.
I preparativi sull'isola erano in pieno fermento. Il capitano William Parsons responsabile della preparazione della bomba era un po' in apprensione in quanto aveva assistito direttamente ad alcuni incidenti occorsi ai B-29 in fase di decollo.
Una preoccupazione esternata al generale Thomas Farrell al quale disse che qualora la bomba non fosse decollata, l'esplosione avrebbe distrutto l'intera isola.
La risposta fu fatalista. "Non ci resta altro che pregare".
Nel corso di quella lunga giornata di preparativi, per scaramanzia, o per goliardia la bomba venne scarabocchiata con messaggi rivolti all'imperatore e quindi portata fuori dalla stanza climatizzata per essere posizionata sull'aereo Enola Gay, così ribattezzato con il nome della madre di Tibbets.
Alle 22 i membri dell'equipaggio si riunirono per un briefing della situazione.
Avvertito con pochi giorni di anticipo il colonnello comprese immediatamente la portata dell'evento che stavano per compiere tanto da pronunciare queste parole "Questa e' la notte che tutti abbiamo aspettato, i nostri lunghi mesi di allenamento verranno messi alla prova. Sapremo subito se abbiamo fallito o avuto successo. Dalle nostre azioni di questa notte e' possibile che facciano storia."
Tibbets che saluta dalla cabina del B-29All'1:45 del 6 agosto del 1945, ora del Giappone, il B-29 ribattezzato Enola Gay si allontana dalla base di Tinian, accompagnato da altri due velivoli equipaggiati con apparecchiature per controllare e filmare l'esplosione e preceduti da altri tre aerei di ricognizione allo scopo di verificare le condizioni del tempo sulle tre città bersaglio.
I 12 membri dell'equipaggio dell'Enola gay, ricevettero l'indicazione dal ricognitoro "Straight Flush" che le condizioni meteo sono ottimali sulla città di Hiroshima.
Oltre ai sei aerei della missione fin qui citati ci sarebbe stato un settimo aereo "top secret" il cui scopo era di fungere da backup al velivolo principale della missione L'Enola gay.


Hiroshima all'epoca era una delle più grandi città del Giappone. Situata sulla costa di Honshu, l'isola principale del Giappone era stata quasi completamente risparmiata dalla guerra nonostante l'importante porto e il secondo quartier generale dell'esercito.
Un senso di immunità che trovava giustificazioni in regioni ridicole ed infantili attraverasa la popolazione. Chi pensava che la bellezza della città fosse la causa di questo privilegio, chi confidava nel fatto che molti loro concittadini vivevano negli Stati uniti e chi pensava che la causa fosse da trovare nel fatto che la mamma di Truman avesse soggiornato li vicino tempo prima. Idee bizzare e insensate che non aiutarono a ben percepire i potenziali e prutroppo, reali pericoli.
Due giorni prima la città era stata inondata di volantini che avvertivano la popolazione di imminenti bombardamenti se non vi fosse stata una resa immediata.
Così circa 120.000 civili erano stati evacuati nelle campagne ma più del doppio ancora erano in città.


Alle 7:09 le sirene dell'allarme aereo suonarono, era il terzo allarme dalla mezzanotte di quel giorno e non avendo subito alcuna azione bellica, in pochi decisero di correre ai rifugi.
L'aereo a causare l'allarme, era il ricognitore Straight Flush che sorvolò la città controllando che tutto fosse nelle condizioni migliori per il lancio.
Il Maggiore Claude Eatherly che comandava il ricognitori dette l'ordine di inviare un messaggio con le condizioni meteo e la frase che dava l'ok allo sgancio della bomba. "Bomb primary".
Il comandante dell'Enola gay era ormai prossimo all'obiettivo alla quota prestabilita di 32.000 piedi.
Alle 8:09 il colonnello Tibbets avvertì la base che l'aereo si stava avviandosi allo sgancio. Così gli altri aerei "Great Artiste" aereo munito di strumentazioni di analisi il rilevamento, che peraltro partecipò anche alla seconda missione su Nagasaki, e il Number 91 "Necessary Evil" cominciarono a manovrare per cercare di posizionarsi nel modo migliore.
Al 8:09 il comandante dell'Enola gay avverte il maggiore Thomas Ferebee di tenersi pronto.
Il paesaggio che si presenta loro è ben noto grazie ai rilievi fotografici su cui per mesi si sono preparati.
L'andamento del fiume, le isole sono elementi ben noti ed identificativi.
L'obiettivo, il ponte di di Aioi, una particolare struttura a "T", è inquadrato.
Alle 8:15 i portelloni della stiva di carico si aprono e la bomba è pronta ad essere sganciata. Uno sgancio elettromeccanico, anche se tuttavia il maggiore Ferebee è pronto ad intervenire manualmente qualora qualcosa non dovesse funzionare.
Allo sgancio l'aereo compie scatto verso l'alto a causa della grande variazione di peso. La bomba comincia la sua discesa.
Dalla stiva del Great Artiste quasi in contemporanea vengono sganciati tre oggetti che subito dopo aprono dei paracadute. Si tratta di apparecchiature che dovranno trasmettere una serie di dati.
La bomba è programmata per esplodere con un ritardo di 43 secondi, sull'aereo viene dato l'ordine di indossare gli occhiali di protezione.
I tre oggetti che stanno scendendo rallentati dai paracaduti probabilmente sminuiscono presso gli abitanti la gravità di quanto sta per accadere.
L'equipaggio descrive, un punto viola si espanse in una palla di fuoco del medesimo colore, emanando fiamme e anelli di fumo in una colonna che sale su, a grande velocità fino al 10.000 piedi ed oltre e continua a salire fino a quasi 50.000 m d'altezza.
La violenza dell'esplosione è tale che l'onda d'urto investendo il B-29 Enola gay fa pensare al suo comandante di essere stato colpito dalla contraerea giapponese.
Nel seguire quell'enorme ordigno soprannominato Little Boy, lungo la sua traiettoria, Ferebee dimenticò di indossare gli occhiali di protezione.
Tibbets riprende i comandi dell'aereo e si dirige in direzione di Hiroshima per osservare il risultato. Il copilota Lewis alla vista della città esclama "mio Dio, cosa abbiamo fatto?" Dopo questi primi momenti di stupore e sconcerto il comandante da l'ordine di mandare un messaggio in chiaro con le indicazioni che il bersaglio era stato bombardato e che i risultati erano buoni.
L'addetto alle comunicazioni Parsons trasmette invece invece un altro messaggio in codice:
"Results clear cut, successful in all respects. Visible effects greater than Trinity, conditions normal in airplane following delivery, proceeding to Papacy".


Alle 2:58 ora locale, l'aereo comandato dal colonnello Tibbets atterra alla base di Tinian. L'accoglienza è calorosa centinaia di persone sono sulla pista a salutare l'equipaggio che ha portato a termine una missione attesa da mesi e comiuta con successo.
Dopo i festeggiamenti la vita alla base riprese il corso normale, il generale Farrell inviò un rapporto dettagliato al genere Groves in cui afferma: "[...] i suoi effetti potrebbero essere attribuiti dai giapponesi ad una grande meteora". Contemplando, giustamente, un possibile scetticismo verso un disastro di tale porta che potesse essere attribuito alla mano dell'uomo, sotolineando al contempo l'estrema potenza della deflagrazione.
Le ore successive furono un susseguirsi di messaggi che informavano fra gli alti vertici militari e politici americani sul successo della missione.
Il maresciallo Marshall, forse inconsciamente aveva compreso la portata e le implicazioni di questo gesto tanto da suggerire una modifica alla discorso di Truman, stemperando gli aspetti di eccessiva gratificazione in quanto anche i giapponesi avevano subito gravi e pesanti perdite.
Un'avvertenza tuttavia non presa in considerazione in quanto molti la pensavano come il generale Groves che guardava meno alle perdite giapponesi e più alle atrocità compiute da quest'ultimi, come ad esempio la marcia della morte di Bataan.

Il presidente Truman venne raggiunto dalla notizia mentre era a bordo della nave USS Augusta in ritorno da Potsdam.
Dalle parole di Truman risulta che la notizia in un primo momento fu accolta in modo piacevole e quasi in eguale misura la notizia del secondo sgancio. Solo anni più tardi comprese realmente qual'era la portata e l'orrore delle bombe atomiche.
A Tokio il segretario di gabinetto Hisatsune Sakomizu all'annuncio di Truman probabilmente intraviste un'opportunità d'oro per uscire in modo decoroso dal conflitto.
L'enorme potenza e l'impossibilità di difendersi dalla "atomic bomb" sollevava il paese l'industria e l'esercito dalle responsabilità della sconfitta.
Favorevole anche egli ad una resa il ministro degli esteri Shigenori Togo che motivava questa scelta con il fatto che la bomba aveva drasticamente alterato la situazione militare così da offrire motivi all'esercito di terminare la guerra.
Tuttavia il ministro della guerra Anami Korechika era di parere completamente opposto e risponse scettico che non vi erano ancora evidenze che effettivamente la bomba era atomica inoltre riteneva che l'ultima battaglia, quella decisiva, si sarebbe dovuta svolgere sul suolo nipponico infliggendo numerose perdite al nemico e addirittura evitare la sconfitta.
La resa non fu dichiarata, e tre giorni dopo fu scelto uno dei due obiettivi rimasti in lista.
La scelta cadde su Nagasaki che venne colpita con un secondo e ordigno atomico.


Fat manIl meccanismo, la tecnologia alla base di questi ordigni era abbastanza semplice concettualmente.
Del materiale fissile, necessario per la reazione a catena veniva suddiviso in due parti così da evitare di raggiungere la massa critica ovvero quella quantità di materiale necessario affinché si inneschi una reazione a catena.
Quindi le due parti venivano mantenute separate fintanto che un esplosivo di tipo convenzionale non portava, forzatamente a contatto le due parti creando di conseguenza la massa critica ed innescando la violenta reazione a catena.
La bomba di Hiroshima era costituita da uranio 235 e l'energia sprigionata fu pari a circa 15.000 tonnellate di tritolo.
Secondo altre fonti risulta una potenza leggermente inferiore pari a 12.500 tonnellate di TNT.
La bomba di Nagasaki il cui nome in codice era Fat Boy aveva una potenza ben superiore pari a 21000 tonnellate di tritolo.
Sviluppò una palla di fuoco del diametro di circa 30 m in 01 ms che raggiunse una temperatura massima di 300.000° in un secondo.
Un'azione bellica che cominciò a muovere critiche e dubbi già dalle prime ore di quegli eventi e che ha continuato per anni e continua tuttora a sollevare dubbi sulla necessità e sull'opportunità di una simile azione.
Una piccola curiosità qualche giorno fà, il 30 luglio 2014, è morto all'età di 93 anni il mai pentito e sempre fermo nel sostenere l'opportunità di una simile azione, l'ultimo membro dell'equipaggio dell'Enola Gay, il navigatore Theodore Van Kirk soprannominato l'olandese.
Un atto giustificato dalla necessità di accorciare drasticamente, risparmiando vite umane e la durata della guerra.
Una durata che sembrava interminabile a causa della caparbia determinazione del popolo e dell'esercito giapponese. Una determinazione sopravvalutata forse, che spaventava il mondo occidentale. C'e' poi la lettura poco edificante, ma umana della rappresaglia, della rivalsa. Un eccesso come a Dresda o in alcune cità italiane come Messina o Napoli, Ma c'è chi legge anche fra le righe la volontà di manifestare una superiorità tecnologica militare alla giovane ma sicuramente potente Unione Sovietica.


Una sfida tecnologica che andrà avanti per diversi anni durante tutta la guerra fredda portando alla produzione di ordigni devastanti.
Armi non più studiate per un conflitto militare ma per una devastazione globale e uno sterminio di massa.
Eccessi e disastri compiuti nel cercare di dimostrare la propria superiorità hanno portato allo sviluppo non solo di armi ma anche di soluzioni e campi di test insoliti, producendo spesso danni e disastri immani.
Dalle esplosioni sotterranee, all'idea di esplosioni lunari, passando per piccole e graziose isole in atolli corallini.
Così ad esempio nell'isola di Elugelab nell'arcipelago delle isole Marshall si pensò bene nel 1952 di far detonare Ivy Mike nel corso di un'operazione denominata Operation Ivy. Dietro nomi così apparentemente neutri si nascondeva l'esplosione di una devastante bomba all'idrogeno. Gli effetti devastanti non furono solo sul paesaggio.
Uno speciale Congresso della Micronesia agli inizi del 1973 rilasciò un rapporto sull'incidente "B". Non solo si affermava, l'isola fu interamente distrutta ma venne vaporizzato in brevissimo tempo una quantitativo di materiale imponente.
100 milioni di tonnellate vennero rimosse e disperse nell'atmosfera. Fu creato un cratere di 175 piedi per un miglio di diametro.
L'enorme fungo rosa provocato dall'esplosione arrivò a 130.000 piedi d'altezza, circa 40 km in soli 15 secondi.
La potenza di questa bomba era circa 250 volte superiore a quella di Hiroshima. Ma la folle corsa non si arresto a questi valori.


Una storia che oltre agli aspetti morali, tecnici, scientifici e organizzativi nonchè a questioni ancora non completamente rivelate, protette da segreti e documenti classificati, si arricchisce storie di spionaggio e di complottsmo.
Come ad esempio il fatto, che vi sia stato un accordo segreto fra Germania e Stati Uniti. Dove alcuni nazisti avrebbero ottenuto l'immunità in cambio della cessione di alcuni elementi indispensabili alla realizzazione della bomba atomica.
Una tesi che trova conforto in alcuni documenti che riportano il contenuto trovato all'interno di un sottomarino tedesco  i famosi "Unterseeboot" nello specifico U-234 che trasportava ben 560 kg di ossido di uranio oltre ad altre tecnologie belliche.
Il nome della sottomarino in cui alcuni ravvedono una grande somiglianza col nome dell'isotopo sembra essere la ragione di fondati sospetti.
Pensare tuttavia che la cattura della sottomarino sia la chiave di volta nella progettazione delle bombe atomiche è da dimostrare, tuttavia alcuni documenti recenti hanno dimostrato che l'uranio presente a bordo sia stato preso in consegna ed utilizzato durante la preparazione degli ordigni.
D'altro canto l'uso e l'interesse per questo elemento era appena iniziato e non era particolarmente diffuso quindi appare ovvio l'interesse per il carico.
Tuttavia recuperare da un sottomarino dell'ossido di uranio è cosa ben diversa dal progettare e realizzare un dispositivo atomico.
Sembra, ma questa è un'altra storia, che il sottomarino U-234 stesse trasportando uranio ed oro verso il Giappone allo scopo di proseguire e finanziari le ricerche necessarie al proseguo di quell'idea, ormai diffusa in tutto il mondo scientifico, di sfruttare l'enorme potenza dell'atomo, vista l'impossibilità di proseguire in Europa, ma venne individuato dalle forze alleate e costretto alla resa.
È plausibile pensare, che alcuni documenti possano essere stati di ispirazione o una guida il gruppo americano del progetto Manhattan, tuttavia è azzardato pensare che fu solo grazie a questi documenti che gli americani riuscirono a completare rapidamente e con successo la loro corsa alla bomba atomica.
La competizione atomica ha tenuto con il fiato sospeso il mondo per alcuni decenni e che ancora di tanto in tanto riaccende timori e preoccupazioni.
Una piccola curiosità per concludere. Vogliamo segnalarvi che accettando le condizioni di uso di iTunes ci si impegna a non far uso di armi nucleari "Lei accetta inoltre di non utilizzare tali prodotti per scopi proibiti dalla legge degli Stati Uniti, incluso, a titolo esemplificativo, per lo sviluppo, la progettazione, la produzione di armi nucleari, missili, chimiche o biologiche."
Clausola davvero curiosa che esclude dal divieto la progettazione e la produzione di ordigni atomici in abbinamento all'uso di iTunes.